Italia
1984
di Nanni Moretti
Ecco qui il mio film di Natale, dopo aver iniziato nei mesi scorsi la visione della filmografia completa di Nanni Moretti (ho già guardato Io sono un autarchico e Ecce bombo, anche se quest'ultimo non l'ho recensito qui). Il 25 dicembre invece è toccato a Bianca, storia di un professorino di matematica che inizia a lavorare nella scuola media inferiore Marilyn Monroe, diretta da un preside bizzarramente giovanilistico, a differenza del protagonista, che si chiama di nuovo Michele, e che mostra sin dall'inizio una personalità parecchio deviata: il suo moralismo fondamentalista diventa una tortura per chiunque ci abbia a che fare, in quanto si permette di intromettersi nelle faccende altrui con un'invadenza esagerata oltre ogni limite di sopportazione; nonostante questo però vedendo il mondo dal suo punto di vista non si potrà fare a meno di notare che le bizzarrie sono anche intorno a lui, nella gente che conosce, e che inizia morire assassinata. Seguiranno delle conversazioni alla Derrick con un ispettore della polizia che sospetta di Michele, che a sua volta rigira ogni interrogatorio contro di lui iniziando a trattare della sua vita e disquisendo di ogni altra cosa. Il film è un po' più evoluto dei precedenti, forse anche perché Moretti decide di interpretare un personaggio che, nonostante sia evidente una continuità col suo solito personaggio del giovane intellettuale fastidiosamente saccente, si discosta dai precedenti. La Bianca del titolo è un'insegnante appena arrivata di cui il protagonsita s'innamora e con cui intreccia una storia, che però non andrà da nessuna parte in quanto lui resta sempre impirigionato nei suoi discorsi e nelle sue convinzioni inutilmente articolate, le stesse che ci faranno scoprire alla fine fino a che punto lo possono portare. Devo dire che questo film mi ha fatto pensare a La signora ammazzatutti di John Waters, dato che anche questo personaggio ha la fissa delle scarpe "giuste"; per il resto, posso dire che non discostandosi molto da certo cinema d'autore questo film è molto piacevole, a patto che siate in grado di cogliere la sottile ironia di Nanni Moretti che a volte è sin troppo sottile per essere recepita da qualunque spettatore.
Resta quindi lo stesso suggerimento per l'altro film di Moretti che ho recensito qui: se volete guardatelo, vi piacerà, a meno che per voi non sia irrinunciabile la solita patinatura da grande cinema a cui oramai siamo tutti troppo abituati.
















