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giovedì, 06 novembre 2008
White zombieHorror
Stati Uniti
1932

di Victor H. Alperin

Questo è considerato a tutti gli effetti il primo film con gli zombi, ancora molto legati esteticamente alla tradizione haitiana in cui il mito è nato e quindi molto diversi, per certe caratteristiche basilari, dagli zombi così come li concepiamo oggi grazie all'opera del grandissimo George A. Romero, per esempio il fatto di essere in decomposizione e cannibali: tanto per inquadrare la cosa, secondo la leggenda delle Antille gli zombi sono dei corpi senza vita resuscitati grazie a pratiche sciamaniche, le quali però rendono queste persone sì di nuovo vive ma in uno stato vegetativo e in un ruolo di servitù nei confronti dello stregone che ha compiuto l'incantesimo su di loro. Comunque già in questa prima opera sono presenti alcune allusioni alla metafora dello zombi, in quanto creatura dormiente e assoggettata ad un potere che la domina, come immagine dell'uomo moderno e soggetto ai poteri forti, schiavo dell'industrializzazione e della massificazione del mondo contemporaneo che lo ha reso solo uno dei tanti pecoroni che seguono la scia e le indicazioni dettate da qualcuno che sta più in alto e decide del loro destino (vi ricordate Il gabinetto del dottor Caligari? Non siamo molto lontani): non per niente, in questo film gli zombi sono anche praticamente gli operai di una fabbrica di zucchero di canna il cui padrone è un essere maligno e senza scrupoli, giunto ad Haiti e impossessatosi delle pratiche voodoo per spadroneggiare a piacimento, interpretato peraltro da un Bela Lugosi reduce dal Dracula che l'ha consacrato al successo. La storia è molto semplice, ed è quella di una coppia che va a farsi maritare ad Haiti ospitati da un amico, che però vuole portar via la donna allo sposino e lo fa chiedendo aiuto al suddetto magnate-stregone interpretato da Lugosi, che grazie ai suoi incantesimi fa morire la donna e la resuscita sottoforma di zombi; l'amico però si pente di tutto ciò dato che non voleva una sposa sonnambula ma ormai è troppo tardi per ribellarsi al suo complice, che vorrà andare oltre coi suoi deliri ma verrà fermato dal suddetto sposino con l'aiuto del prete, pratico del posto e amico degli indigeni, a differenza del cattivo giunto lì per schiavizzarli (altra metafora dell'occidente?). Dal punto di vista pratico si tratta di un film abbastanza convienzionale, e nemmeno troppo costoso a giudicare dalle scenografie e tutto il resto; ma si tratta senz'altro di un piccolo capolavoro, grazie all'innovazione del tema del morto vivente che tanta fortuna avrà cinematograficamente nei decenni successivi e per l'interpretazione di Bela Lugosi, veramente un grande attore qui in uno stato di grazia (ma ben presto dimenticato dall'industria cinematografica, che solo qualche decennio più tardi lo relegherà ad apparire di nuovo in film con gli zombi ma di ben altra fattura molto più scadente, come il noto Plan 9 from outer space di Ed Wood).
Comunque, veramente, questo guardatevelo, è un pezzo di storia del cinema; peraltro dovrebbe essere di pubblico dominio e quindi reperibile abbastanza facilmente anche su internet, sennò personalmente ho trovato un edizione dvd doppiata in italiano della Hobby & Work che si trova a bassissimo prezzo nelle migliori videoteche (con migliori ovviamente non intendo Blockbuster, ma quelle piccole e scalcinate con i cestoni di dvd a 2 euro).
Postato dal brunez alle 14:03 / commenti
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Tags: recensioni, cinema, isola degli zombies